Ecco il nostro cantiere:

Mission
Costruire barche a due passi dal lago di Garda può essere del tutto normale. Costruirle di una certa dimensione, destinate a veleggiare sui mari, rappresenta sicuramente qualcosa di inusuale.
Gli specialisti delle barche a vela con scafo in vetroresina sono i tecnici del "Cantiere Zuanelli" di Padenghe, piccola e dinamica azienda nata dall'intuizione di Pietro Zuanelli e ora passata alla nuova generazione - i figli del fondatore, Mario e Francesca - che collabora con alcuni dei più famosi studi di progettazione a livello internazionale.

Dal cantiere gardesano escono barche da crociera da 7 a 16 metri, con finiture e personalizzazioni al top. A fondare l'azienda è Piero Zuanelli che, con la moglie Fiore Angela Toselli, inizia occupandosi di manutenzioni e rimessaggio a Padenghe. Figlio di pescatori di Toscolano Pietro ha fatto tutt'altro lavoro prima di decidere di dedicarsi alle barche.

La Storia
All'inizio - è il 1972 - in un capannone di 1200 mq mentre lavora col rimessaggio e le riparazioni continua a coltivare gli hobby della vela e del modellismo navale. Il cambio di rotta arriva quando Pietro comincia ad interessarsi di allestimenti, vale a dire le finiture interne delle imbarcazioni, con lavori destinati alla committenza privata.
L'inizio è promettente e presto, visti i risultati, arrivano anche i contratti con i produttori di barche a vela: "realizzavamo il modello in legno e le aziende lo utilizzavano come prototipo per produrre in serie - spiega Pietro.
Noi avevamo inventiva, creatività, capacità di utilizzare i materiali: il contatto con la realtà industriale ci ha insegnato molto". Nel 1975 la "strategia custom" prende corpo quando chiude l'Alpa di Ofanengo, azienda nel cremonese che costruiva imbarcazioni a vela in vtr.
Il "Cantiere Zuanelli" rileva il Know-how lo trasferisce a Padenghe.
Nel capannone gardesano viene attrezzata adeguatamente la falegnameria, si appronta il reparto di laminazione della vetroresina, mentre i progetti vengono affidati a studi esterni.

Dal 1975 fino all'inizio degli anni 80, il percorso progettuale del "Cantiere Zuanelli" produce la prima barca: un'imbarcazione di 12 mt realizzata su progetto dello studio "Sparkman & Stephens" di New York: venduta in Italia finisce per veleggiare in Adriatico. Il modello distinto dalla sigla Z40 è ancora in produzione.
Nel 1980 vengono realizzate due barche da 12 mt e una da 10 mt.
All'inizio degli anni 86 a Pietro si affiancano i figli Mario e Francesca, che portano un ulteriore ventata di novità. "In Italia il mercato era piuttosto rallentato - ricorda Mario Zuanelli - e la concorrenza principale veniva dalla Francia e dai paesi nordici.
Il nord d'Europa vanta barche di alto livello, grandi finiture, alta qualità e costi ovviamente corrispondenti, mentre i Francesi anno sviluppato un'industrializzazione del prodotto che consente, grazie a serie abbastanza numerose, di contenere i prezzi e offrire barche di buona qualità.
Noi non potevamo garantirci una produzione industriale come quella Francese, per cui abbiamo pensato di realizzare una serie di scafi in vetroresina che rappresentavano la base di partenza per la costruzione di barche estremamente personalizzate".
In questo modo si contengono i costi dello scafo e il prezzo, alla fine, varia secondo le esigenze del cliente: "con qualsiasi tipo di allestimento, noi garantiamo la sicurezza di una costruzione curata, con finiture di qualità". Nel 2000 il "Cantiere Zuanelli" ha costruito due barche da 12 mt e quattro da 10 mt.
La produzione trova per il 50% la via dei paesi europei. Oggi la realtà del cantiere di Padenghe si rispecchia in una decina di collaboratori, coordinati dai due giovani soci. Al capannone originale di 1200 mq - coi reparti di falegnameria e allestimenti - si è aggiunto un'altra struttura di 400 mq destinata alla lavorazione della vetroresina.
L'azienda porta a termine tutto il progetto, dagli impianti alle verifiche di stabilità, alle omologazioni CEE. Agli studi esterni rimane affidato lo studio del progetto, su indicazione della Zuanelli, il piano velico e l'idrodinamicità dell'imbarcazione.

"Il Segreto Tecnologico per costruire una barca a vela con la scafo in vetroresina, lunga 10 mt, si parte da 1400 ore di lavoro, mentre per un 16 mt ne servono 6000. (In questo tipo di lavorazione è molto importante la capacità tecnica di chi realizza ogni fase del progetto - spiega Zuanelli Mario - La nostra difficoltà sta proprio nell'addestramento del personale e nella fidelizzazione.

Abbiamo un gruppo di collaboratori storici, ma è davvero difficile di costruire una squadra compatta e duratura. I ragazzi di oggi sono attratti da altri lavori, dove c'è meno da pensare e da tribolare: noi, nella realizzazione delle nostre barche mettiamo anche quel qualcosa di artistico che solo chi ama quello che sta facendo riesce ad esprimere".
Quest'anno dal Cantiere di Padenghe del Garda usciranno complessivamente 5 barche, delle quali una è da 16 mt: "il terzo 16 mt della nostra storia" precisa Mario con orgoglio.
L'artigianalità nella realizzazione delle barche, che garantisce la cura in ogni particolare, nasconde anche un livello tecnologico molto alto, con lo sviluppo delle tecniche di trattamento delle resine che sono simili a quelle impiegate in formula 1: basta pensare alla tecnologia applicata per la lavorazione sottovuoto della resina epossidica cotta in forno. Dunque soluzioni all'avanguardia per produzioni al top.

Le Barche: Materiali Tecnologie
L'impiego di materiali di qualità e l'applicazione di moderne tecnologie come la stratificazione sottovuoto, permettono al Cantiere di realizzare barche performanti e durature.
Per la stratificazione dello scafo ad esempio, vengono impiegate resine vinilestere che offrono le migliori proprietà e le più alte garanzie contro l'osmosi. Lo scafo inoltre non prevede controstampi: la carena (opera viva) è protetta con un trattamento esterno a base di resina epossidica. La giunzione scafo coperta prevede sovrapposizione con falchetta e controfazzolettatura all'interno.
La coperta con il pozzetto rivestito in teak del Siam di spessore 14 mm, prevede come attrezzatura standard componenti Harken. Gli interni sono realizzati in teak od in altre essenze a scelta del cliente.
Il legno viene protetto all'origine con quattro mani di fondo a base poliuretanica trasparente e rifinito con una mano di vernice poliuretanica. Le paratie ed i mobili a contatto con lo scafo sono fissati allo stesso mediante resinatura Gli interni sono stati previsti in 2, 3, 4 versioni diverse fra loro e combinabili.